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Lugnano in Teverina

lugnano in teverina

 

Situato lungo la Via Amerina, Lugnano in Teverina è un grazioso paese medievale le cui origini risalgono, secondo alcuni studiosi, al V secolo d. C., quando l’abbandono delle campagne, inondate dalla malaria, fece sorgere alcuni insediamenti sui sovrastanti e ventilati colli. Altri storici pensano invece che sia stato fondato allo scopo di difendersi dalle orde barbariche e saracene; sta di fatto che in quel periodo nacque Lugnano, forse denominato in principio “Lucus Jani”, il “Bosco di Giano”, che oggi si mostra come un raccolto e pittoresco borgo, a dominio della Valle del Tevere. Conserva un gradevole aspetto medievale, con le sue mura di cinta, gli antichi caseggiati, e le sue torri, tra le quali spicca per integrità la “Torre della Palombara” così chiamata per via di una scultura in pietra, posta su di essa, che ritrae una colomba: sta a simboleggiare un’antica lugnanoleggenda secondo la quale gli abitanti di Lugnano fossero stati avvertiti dell’arrivo del nemico proprio dal volo di una colomba, e grazie ad essa abbiano avuto il tempo di organizzarsi per ricacciare gli invasori. Inoltrandosi poi in un percorso cittadino che attraversa archi, scalette e stretti vicoli, che conservano ancora i toponimi risalenti al XVI secolo, il visitatore giunge presto al cinquecentesco Palazzo Farnese-Ridolfi detto anche Palazzo Pennone per via della sua mole e della sua posizione di dominio sul resto dell’abitato. È la sede del Comune ed è sicuramente l’edificio più elegante del centro storico con i suoi portali in bugnato e in travertino, ed è curiosamente tagliato nel mezzo da un’omonima Galleria. Ma il vero fiore all’occhiello di Lugnano è la Chiesa di Santa Maria Assunta, uno degli esempi più notevoli di architettura romanica dell’intera Umbria. Fu eretta tra l’XI e il XII secolo su una pre-esistente pieve, e si eleva in tutta la sua magnificenza su una isolata piazzetta presentando una facciata che culmina in una scultura di un’aquila, motivo araldico di Innocenzo III che ne promosse la costruzione, e decorata da un rosone, ai cui lati sono due bifore. È inoltre arricchita alla base da un bel portico poggiante su colonnine lisce e tortili, e la fascia che collega gli archi ribassati è invece decorata da motivi cosmateschi che ritraggono gli Evangelisti. Anche il suo interno è notevole: diviso in tre navate, prospetta su un pavimento mosaicato in stile alessandrino-cosmatesco, mentre l’altare è posto sopra la cripta, ove è conservato un Crocifisso in alabastro risalente al XV secolo; infine nell’abside è un trittico cinquecentesco e un’interessante Crocifissione di scuola giottesca.
Anche i dintorni della bella Lugnano non sono da meno, ed infatti a poca distanza da esso si trova l'Eremo dell'Illuminata, raggiungibile con una comoda e rilassante passeggiata. È posto ai piedi di un dirupo e ospita la Grotta di San Francesco, dove il Santo diteverina Assisi nel 1212 si fermò a predicare. E lungo la strada per Attigliano è il Convento di San Francesco, sorto, prima ancora dell’elevazione della Basilica di Assisi, in onore e in ricordo del miracolo che il Santo compì a Lugnano. Secondo un’antica tradizione, durante il soggiorno in questi luoghi del Poverello d’Assisi, accadde che nel cuore di una sua predica un lupo rapì il figlio di una donna intenta ad ascoltare: prontamente, allora, Francesco ordinò ad un’anatra di assalire il ladro furbacchione e così ella fece! L’episodio è visibile in un affresco della chiesa. Altre piccole leggende fanno parte della cultura e della tradizione di questi luoghi come quella sulla Torre delle Macchie, un castello con tratti di mura ed una torre immersa nei boschi, sulla quale una leggenda vuole che Federico Barbarossa fece sosta, interrompendo così il suo viaggio verso Roma proprio nel periodo in cui venne colpita dalla peste. Sul Monte Ventene sono invece un gruppo di grotte di origine carsica, la più grande delle quali è chiamata Grotta delle Fate perché una credenza popolare vuole che qui si rifugiassero durante il solstizio estivo ed invernale alcune fate. Pare che le loro parole uscissero dalle caverne sotto forma di vento, e in questo modo curioso la gente del luogo spiega l’effettiva fuoriuscita di aria dalle grotte.

APPUNTI DI VIAGGIO

Municipio

Tel. 0744 902321

Fax 0744 902322

E-mail info@comunedilugnano.it

Pro Loco

Tel. 0744 900072

Informazioni Utili

Museo Civico:
Tel. 0744/902321
Fax 0744/902322
Grotta delle Fate: Località Monte Ventene-Macchia 0744/902321 e-mail: staff@argoweb.it
Torre di Macchie: Località Macchie IAT: 0744/981453 e-mail: info@iat.amelia.tr.it

Link

www.comunedilugnano.it

www.argoweb.it

www.paesaggi.umbria2000.it

 

Come arrivare:

Autostrada A1 Roma-Firenze, uscita Attigliano, indicazioni per Lugnano in Teverina.

Nei dintorni:

Proprio in prossimità di Lugnano di notevole interesse sono anche la Villa Romana di Poggio Gramignano e il relativo Antiquarium e, sita alla sinistra del Fiume Tevere, una grande necropoli pre-romana risalente al VI sec. a.C. Infine, altri interessanti borghi sono Guardea, Montecchio e Giove, un pittoresco borgo castellano ove, nelle festività natalizie, viene allestito un caratteristico presepe vivente visitabile attraverso un percorso tra ricostruzioni di stalle, capanne e botteghe artigiane. Un altro luogo da non perdere è Alviano, un paese medievale sormontato da una poderosa Rocca, e vicino all’omonimo lago.

 

 

 

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