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Trevi

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trevi

 

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Dove Alloggiare - Dove Mangiare - Dove Acquistare - Informazioni Utili

 

Ad un passo da Foligno, e posta sopra un poggio dalla vaga forma di cono, alle cui pendici sono adagiati splendidi uliveti, si colloca Trevi, una graziosa cittadina medievale: recentemente dichiarata uno dei “borghi più belli d’Italia”, vi dedicò alcuni versi persino il Leopardi.L’abitato si estende dalla sommità del colle occupandone un intero versante, e discende poi verso una vasta piana ove, tra anticacampagne coltivate, scorre il fiume Clitunno costeggiato a sua volta dalla Via Faminia. Immersa in un paesaggio rigoglioso, dove non lontani si ergono i Monti Brunette e Serano, l’antica Trebe,citata da Plinio, conserva ancora i resti degli insediamenti romani, come le mura di cinta risalenti al I secolo a.C., all’interno delle quali nell’Alto Medioevo si ritirarono i suoi abitanti; la cerchia muraria che ancor oggi cinge gran parte della cittadina risale invece al XIII secolo. Nel visitare Trevi, tra strette vie che formano dei veri e propri saliscendi, antichi caseggiati, eleganti palazzi e osterie, che ripropongono gli scenari della media aetas, salta subito all’occhio una curiosa particolarità della cittadina umbra, ossia la presenza di un gran numero di edifici rosa, che donano un tocco di delicata omogeneità all’abitato medievale e non solo… Uno dei luoghi più significativi della quieta cittadina è poi, sicuramente, l’ampia e scenografica Piazza Mazzini ove sorgono il Palazzo Comunale, con porticato del XV secolo e finestre rinascimentali, e il Torrione duecentesco: essa nel corso dell’anno diventa lo sfondo di numerose manifestazioni culturali e gastronomiche, attraverso le quali si possono gustare i prodotti tipici di Trevi come il suo rinomato olio e il sedano nero. La stessa piazza rappresenta inoltre un vero e proprio punto di snodo della cittadina, dal quale si può raggiungere la duecentesca Chiesa di San Francesco, eretta in stile gotico, con un bel portale decorato con sculture ed altorilievi, e al cui interno si può ammirare un Crocifisso su tavola giottesca, risalente al XIV secolo. Forse pochi conoscono una curiosità su questa chiesa: in una lunetta del Chiostro e in una tela conservata al suo interno è dipinto un episodio della vita di San Francesco; mentre costui era immerso in un sonno profondo dopo un’intera notte di preghiera nel santuario di Bovara (frazione di Trevi), Frate Pacifico, non volendo svegliare il Maestro, iniziò le sue preghiere da sé, e, inginocchiatosi d’innanzi ad un Crocefisso, ebbe all’improvviso una visione del Paradiso, che descriveva come il trono di Lucifero venisse destinato a Francesco. Lo stesso episodio è stato raffigurato da Giotto nella Basilica di Assisi. L’edificio attiguo alla chiesa, dal canto suo, è sede della Pinacoteca Civica, ove sono conservate, tra l’altro, opere del Pinturicchio e del Vanni perugino; vi è anche ospitato il Museo dell’Olio. Percorrendo i vicoli del paese, si giunge poi alla Cattedrale di San Emiliano, risalente al XII secolo, la quale presenta delle absidi romaniche finemente decorate con altorilievi, e di fronte ad essa è il cinque-seicentesco Palazzo Lucarini, che ospita il Flash Art Museum. Vale una visita pure l’Arco di Mastaccio: un’antica porta ogivale, sormontata da una bifora, facente parte della cerchia romana e alto medievale, e lungo la via che conduce ad esso si possono ammirare diverse case medievali.

Numerosi sarebbero gli altri monumenti da menzionare su Trevi, che tra per giunta diede i natali, nel 1470, alla prima tipografia umbra, ma è nostro uso lasciare vicoliche le nostre descrizioni solletichino la curiosità del lettore, lasciando così lo spazio per raccontarvi di qualche avvenimento o luogo misterioso che Trevi e i suoi dintorni nascondono. Tra le tante colline boscose che circondano il paese una in particolare, ossia il colle Santo Stefano, cela tra la folta vegetazione i ruderi della Chiesa di Santo Stefano di Manciano risalente al XII secolo. Posta in posizione di controllo sulla vallata, da qui si può godere di una splendida vista panoramica, e nonostante i suoi resti siano considerevoli non si possono ammirare finché non si giunge sulla sommità del colle che la ospita. Intorno alla chiesa ed ai suoi resti gli abitanti del luogo si poi sono tramandati nel tempo leggende, curiosità e dicerie che contribuiscono ad ammantare di mistero tale luogo. Tra le tante voci che girano su di essa, si dice che i monaci che qui vivevano possedevano così tante ricchezze da poter rifinire i finimenti dei loro cavalli con metalli preziosi, e ancor oggi numerosi curiosi e studiosi vi si recano pensando anche di poter trovare i tesori dei monaci tanto decantati lasciando le tracce dei propri scavi e ricerche.
Un’altra leggenda narra che alcuni abitanti di Istriani, un piccolo centro nei pressi di Trevi, usavano asportare dai ruderi della chiesa alcune pietre per costruire le stalle per le proprie greggi e mandrie, ma il caso voleva che il bestiame qui allevato si ammalava e moriva facilmente, così molti contadini impressionati e forse impauriti da tali avvenimenti riportarono prontamente le pietre presso i ruderi di Santo Stefano di Manciano. La piccola frazione di Bovara, interessante per la duecentesca Abbazia di San Pietro, con bel portale incassato ad arco, rosone centrale e cripta, è il luogo dove nel 1817 accadde un miracolo che ancor oggi è motivo di devozione per i fedeli. Dopo un anno di carestia nel 1816, seguì un anno di grave siccità tanto che il grano, al momento della sua raccolta, era invece appena spuntato dal terreno. Gli abitanti del luogo, ormai desolati e senza speranza, decisero in extremis di compiere un pellegrinaggio al Santuario di Bovara: vuoi che sia stato un intervento divino o una mera casualità metereologica, ma nel tragitto verso trevi paesela chiesa iniziò a piovere talmente tanto che la raccolta del grano risultò così abbondante da far calare a meno della metà il suo prezzo. L’avvenimento divenne noto come il “miracolo delle acque”. Qui si trova inoltre una stele, ritrovata negli anni ’50, risalente al periodo degli insediamenti romani, le cui scritte, in latino arcaico, non sono state ancora decifrate. E ancora nei pressi di Bovara, è un favoloso monumento ultracentenario: un ulivo dalla incredibile età di ben 1700 anni! Si tratta forse dell’ulivo più vetusto d’Italia, titolo che si contende con quello diCanneto Sabino, nel Lazio. È chiamato “Olivo di San Emiliano” proprio perché il santo protettore di Trevi, durante le persecuzioni dei cristiani attuate dall’imperatore Diocleziano, fu qui martirizzato. Oggi fortunatamente è una pianta protetta, e con il suo diametro di circa 9 metri e dall’alto dei suoi 1700 anni produce ancora olive.

Trevi comunque non è solo una cittadina medievale dagli eleganti monumenti, dai piccoli misteri, e dalle curiose leggende, ma è anche tradizione, che si realizza ogni anno con la “Festa dei Folli”: un carnevale medievale attraverso il quale si rievoca lo spirito carnevalesco del Medioevo. I festeggiamenti sono aperti a tutto il popolo di Trevi, ed i partecipanti si travestono con abiti dell’epoca. Allora il significato del carnevale risiedeva tutto nel ribaltamento dell’ordine prestabilito, con burle e scherzi. La celebrazione inizia con l’elezione del Re dei Folli e poi i festeggiamenti continuano con un calendario ricco di avvenimenti davvero “fuori di testa”!

campagna

Un altro appuntamento da non perdere è il “Palio dei Terzieri” con il quale, fin dal 1980, si rievoca ciò che accadde il 1214, vale a dire il saccheggio da parte dei Spoletini di Trevi e la tenacia con cui reagirono i Trevani che, incoraggiati da Papa Innocenzo III, tornarono alle loro case. Oggi il fatto è rievocato ad ottobre da un corteo storico e da una corsa, che ha per protagonisti tre carri che rappresentano i terzieri che si sfidano fino alla Mora, rappresentante del Saracino, cui ogni “balio” dovrà cercare di strappare per primo le chiavi della città, suonando la campana in segno di riconquista.

 

APPUNTI DI VIAGGIO

Municipio

Tel. 0742 3321

Fax 0742 332237

E-mail info@comune.trevi.pg.it

E-mail cultura@comune.trevi.pg.it


Pro Loco

Tel. 0742 781150

E-mail protrevi@protrevi.com

 

Informazioni Utili

 

Museo della Civiltà dell’Ulivo:
Tel. 0742 381628
E-mail: museoditrevi@katamail.com
orario: 10.30–13.00 / 14.30–17.00, chiuso il lunedì.
Ente Palio dei Terzieri: Ttel. 0742 781150
Flash Art Museum: Tel. 0742 381978
E-mail: tfam@flashartonline.com;
orario: dal martedì alla domenica 15:00-19:00
Raccolta d’Arte di S. Francesco: Tel. 0742 3321;
visite da ottobre a marzo, venerdì / sabato / domenica, con orario 10:30 - 13:00 / 14:30 - 17:00, chiuso i giorni di Natale e Capodanno; da aprile a maggio e a settembre, orario: 10:30 - 13:00 e 14:30 - 18:00 (chiuso il lunedì);
ad agosto aperto tutti i giorni con orario 10:30-13:00/15:00-19:30; giugno-luglio orario: 10:30 - 13:00 / 15:30 - 19:00 (chiuso lunedì)

 

Come arrivare:

Da Roma-Napoli: Autostrada A1, uscita Orte, poi raccordo autostradale per Terni e Spoleto, quindi Via Flamina (SS3) e infine indicazioni per Trevi;
Da Firenze-Bologna: Autostrada A1, uscita Valdichiana, poi SS75 direzione Foligno, quindi SS3 e infine indicazioni per Trevi.

 

Nei dintorni:

 

Il territorio di Trevi è ricchissimo di testimonianze storiche, artistiche ed archeologiche. Oltre alla Chiesa di Santo Stefano di Manciano e a Bovara, già descritte nel testo, ricordiamo innanzitutto la trecentesca centroChiesa di Santa Maria di Pietrarossa, situata nei pressi della Flaminia in direzione di Foligno: si tratta di un santuario che nel Medioevo aveva funzioni terapeutiche grazie alle acque del vicino pozzo di San Giovanni e come testimoniano i ruderi di terme romane; non lontani, si ergono poi la solitaria Torre di Matigge, un baluardo di avvistamento della stessa epoca, la Chiesa di San Donato e la rinascimentale Chiesa di Santa Maria delle Lacrime, che – come si può evincere dal nome – conserva un’immagine della Madonna ritenuta miracolosa, che la tradizione vuole stillò sangue; degna di nota è anche la Chiesa di Santa Croce in Val dell’Aquila e dell’Eremita, situata in montagna ai margini di una gola e immersa tra folti boschi. Si consiglia, infine, di visitare la vicina Foligno con i suoi importanti monumenti, i suggestivi e ben conservati borghi medievali di Spello e Bevagna, nonché, ovviamente, la magnifica Assisi, una delle cittadine d’arte più importanti dell’Italia Centrale, luogo cardine del francescanesimo e punto di riferimento per l’intera cristianità.


 

 

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