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Bevagna
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Situata a pochi chilometri da Foligno, Bevagna è uno dei borghi più suggestivi e meglio conservati della Valle Umbra. Le sue origini sono antiche: Mevania fu importante insediamento commerciale etrusco e poi romano, favorito dalla presenza di numerosicorsi fluviali e soprattutto dalla Flaminia, che attraversava la cittadina: celebri erano i suoi buoi, cantati da Virgilio, che pascolavano in una pianura che gli autori classici ricordano come fertilissima. Nel Medioevo, ormai decaduta l’importanza della vecchia consolare, l’abitato si restrinse ed entrò nell’orbita imperiale, divenendo poi libero comune. Lambita dal Fiume Clitunno, Bevagna è ancora oggi cinta dalle mura due-trecentesche, attualmente in corso di restauro, innalzate su quelle preesistenti romane.
Appena varcata una delle porte storiche di Bevagna (tra le più interessanti: Porta Cannara, Porta dei Molini e Porta Foligno) ci si immerge d’un tratto nella caratteristica atmosfera medievale e lo sguardo del visitatore viene rapito dalla cura con la quale sono mantenuti gli edifici, dalle case più modeste ai palazzetti più sfarzosi. Le calde tonalità rossicce della pietra locale rendono inoltre l’estetica del borgo assai accogliente e compatta, il che contribuisce alla sensazione, del resto immediatamente avvertibile, di essere davvero tornati nel Medioevo. Un’altra peculiarità del luogo è poi il fatto che un po’ ovunque si possono notare ruderi e reperti romani, spesso notevoli, come ad esempio un tratto di basolato dell’antica Via Flaminia e i resti delle terme e di un anfiteatro. Ciò rende ancor più piacevole la visita a questo delizioso borgo, già impreziosito da pregevoli monumenti. Il fulcro nella città monumentale è sicuramente la pittoresca ed armoniosa Piazza Silvestri, una delle più rappresentative della regione, cui si accede dall’asse centrale della città, Corso Matteotti, e dove si concentrano i monumenti più significativi di Bevagna: ad ammirarla, tutto ispira arte e magia, in special modo quando è illuminata dalle dolci luci del crepuscolo, e magari con le note classiche di musicisti di strada che scelgono questo luogo incantato per improvvisare i propri concerti.
Domina lo slargo la robusta ma elegante mole del duecentesco Palazzo dei Consoli, ornato da bifore e logge con archi ogivali al pianterreno, in cui è allestita la riproduzione di un’antica cartiera, con tanto di macchinari originali. Il palazzo risulta circondato, in singolare situazione, da ben tre chiese, come a voler significare la superiorità del potere temporale su quello civile: spostata sulla destra troviamo la Chiesa dei SS. Domenico e Giacomo, con affreschi giotteschi, mentre immediatamente sulla sinistra è la suggestiva Chiesa di San Silvestro, del XII secolo, con facciata incompiuta; di fronte svetta invece la coeva Chiesa di San MicheleArcangelo. Quest’ultima costituisce uno splendido esempio di architettura romanica, la cui vetustà incute un senso di reverenza: è curioso andare a scovare tutte le ricercatezze del portale centrale, anch’esso - come quello di San Silvestro - decorato da bassorilievi e da mosaici dei maestri cosmati; degni di nota sono anche i suoi interni, riportati alle antiche forme romaniche con un restauro degli anni ’50. Un ultimo tocco a questo magnifico spazio urbano è dato dalla bella fontana, che potrebbe apparire d’epoca tardo medievale, ma in realtà è un’opera ottocentesca.
Visitata la Piazza Silvestri, non rimane altro che perdersi nei bei vicoli delle “gaite” (come qui vengono chiamati i quartieri), arricchiti da botteghe artigiane di ceramisti, fabbri e altri mestieri tradizionali (secondo un percorso segnalato da simpatici cartelli in legno), che ci danno modo di rivivere antichi saperi, altrove ormai perduti. E accanto a ciò, tanta arte, poiché i monumenti (per lo più religiosi) di Bevagna non si esauriscono nel pur privilegiato “salotto” della piazza centrale: menzioniamo almeno il seicentesco Palazzo Lepri (ospita il Municipio e il Museo Civico) e la Chiesetta della Madonna della Neve, eretta su di un tempio del II secolo d. C., mentre particolarmente interessante è Via San Francesco, ove una fila di abitazioni ricalca l’impianto del teatro romano del I sec. d. C.; vi prospetta la Chiesa di San Francesco, situata nel punto più alto della città e risalente al XIII secolo, che presenta una facciata incompiuta ed un elegante portale che riassume vari stili: all’interno, rimaneggiato in forme barocche, si conserva la cosiddetta “Pietra”, sulla quale si pensa che San Francesco si sia appoggiato durante la sua predica agli uccelli a Pian d’Arca. Da non perdere, infine, un passeggiata lungo le rive del Clitunno, ai bordi delle mura medievali, tra torrioni, casette e orticelli.
Una cittadina come Bevagna, così ricca di storia, arte e cultura, non poteva non far rivivere le proprie tradizioni attraverso numerosi eventi di tipo storico-folkloristico. Ne è un esempio davvero imperdibile quello che si svolge tra aprile e maggio, ossia la Primavera medievale, seguita dal Mercato delle Gaite. Protagonisti di questa manifestazione sono gli abitanti delle gaite di Bevagna con le proprie botteghe ed i propri laboratori artigianali, che si sfidano nel riprodurre gli antichi mestieri utilizzando macchinari e tecniche dell’epoca e trasformando così la cittadina in un vero e proprio scenario medievale: sapienti erboristi, pazienti tessitori, abili fabbri e fantasiosi fornai, a suon di pale, martelli e quant’altro, competono nell’assoluto rigore medievale; intanto, nelle taverne tipiche del paese si cucina seguendo scrupolosamen-te gli antichi ricettai e si preparano le pietanze del passato, ridando vita a sapori e profumi di quasi mille anni fa! C’è da dire poi che ogni gaita si differenzia per alcune specifiche professioni: ad esempio, la Gaita di San Giorgio, ove peraltro si trova la Zecca di Bevagna, è rinomata per la lavorazione del ferro e per i mastri liutai, nella Gaita di San Giovanni si fabbrica invece la carta e si creano preziosi oggetti di vetro, e così via anche per quella di San Pietro in cui, oltre alla lavorazione della cera e alla preparazione di miscele a base di spezie ed erbe, a farla da padrone è il mestiere del fornaio (caratteristica è la presenza delle fornare, vale a dire la successione di porte ad arco in ricordo di antichi forni); infine c’è la Gaita di Santa Maria, dove ha assunto rilevanza sia la lavorazione della canapa per le tele e le corde, sia quella della lana. Nella stessa occasione, si svolge altresì l’appassionante disfida di tiro con l’arco, che vede anche qui i partecipanti seguire le ferree regole medievali.
Un ultimo cenno va dedicato ai dintorni di Bevagna, pieni di attrattive sotto ogni punto di vista. Mentre la campagna verso Foligno ha purtroppo perso un po’ del suo fascino originario, il resto del territorio, che si estende anche in collina (e i cui vigneti producono l’ottimo "Rosso di Montefalco"), rappresenta un vero e proprio scrigno di luoghi insoliti, vuoi per la quantità e l’amenità dei piccoli borghi castellani (attraverso i quali si potrebbe creare un vero e proprio itinerario di visita dell’“Umbria nascosta”), vuoi per le incantevoli curiosità e i misteri naturali che questa terra serba. È il caso del “Lago Incantato” di Capro, una piccola località a pochi chilometri da Bevagna: percorrendo una strada campestre si giunge all’Aiso o Abisso, uno specchio d’acqua di circa 25 metri ma dalle acque profonde circa 13 metri. Nascosto da un filare di pioppi ed avvolto spesso dalle nebbie, che gli donano un’atmosfera spettrale, si tratta di un luogo legato ad un’antica leggenda, assai nota tra la popolazione locale. Si narra infatti che Chiarò, un contadino laborioso quanto avaro, osò trebbiare il giorno di Sant’Anna, e che per questo fu punito dal Cielo sprofondando con tutta la sua casa e i suoi averi in una voragine, ricoperta in seguito dalle acque del lago. Sua moglie tentò invano di fuggire con il piccolo figlio, ma un ruscello, scaturito improvvisamente dal suolo, li seguì e li sommerse: in questo stesso punto ora sgorga una modesta sorgente detta l’Aisillo.
APPUNTI DI VIAGGIO
Municipio
Tel. 0742 360123
Fax 0742 361647
E-mail info@comune.bevagna.pg.it
Pro Loco Bevagna
Tel. 0742 361667
Pro Loco Cantalupo - Castelbuono
Tel. 0742 361822
Informazioni Utili
Museo di Bevagna:
Tel. 0742/360031
Fax 0742/360031
Info Line 199194114
Per gli interessati al Tiro con l’arco contattare gli “Arcatores de Mevania”; tel/fax: 0742361429; cell: 3396090682
Come arrivare:
Provenendo da nord, attraverso l’autostrada del Sole A1, si esce al casello di Valdichiana, e da qui ci s’immette nella SS.75 uscita Foligno-Bevagna.
Provenendo invece da Sud, sempre attraverso l’autostrada A1, l’uscita è Orte, da qui si segue la SS. 3 Flaminia fino all’uscita Foligno-Bevagna.
Nei dintorni:
É noto come l’Umbria sia ricca di piccoli centri, borghi e castelli, forse poco conosciuti, ma sicuramente graziosi e meritevoli di una visita magari in concomitanza a quelli a centri più grandi come Bevagna. Merita sicuramente una menzione il cinquecentesco Santuario della Madonna delle Grazie, il quale conserva un dipinto della Maestà ritenuto miracoloso. Degni di nota sono poi i borghi fortificati di Gaglioli, Torre del Colle, Cantalupo, Castelbuono e Limigiano, altro antico borgo documentato fin dal 1058, ove si trova l’edicola di Pian d’Arca, in ricordo alla predica che qui San Francesco rivolse agli uccelli. Qui si svolge il caratteristico Palio del Sasso, dove il Castello di Limignano, nel Mese di Settembre, sfida i castelli limitrofi in un’avvincente gara alla quale tutta la popolazione partecipa con grande vivacità.
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