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Certaldo - Toscana - Provincia di Firenze

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certaldo

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Dove Alloggiare - Dove Mangiare - Dove Acquistare - Informazioni Utili

 

Posta a dominio della confluenza tra i fiumi Elsa ed Agliena, Certaldo si adagia rossastra sopra un bel poggio fitto di cipressi, attorniata da fertili campi coltivati. Mentre la zona nuova si èsviluppata a valle, l’attuale abitato “alto” conserva miracolosamente integra la fisionomia di un borgo castellano, tuttora completamente circondato dalle mura difensive; l’aspetto delle vecchie abitazioni e dei monumenti, caratterizzato dai caldi colori del mattonato in cotto, tipico di queste zone, crea inoltre uno scenografico contrasto con il verde del paesaggio circostante.

Questo piccolo e grazioso centro deve la sua fama al poeta Boccaccio, il quale, secondo la tradizione popolare, vi abitò a lungo, sino alla morte. E non a caso, il cuore del paese è costituito proprio da Via Boccaccio,certaldo toscana che taglia interamente il nucleo storico e su cui, peraltro, prospettano tutti gli edifici maggiori, culminanti nel suggestivo Palazzo del Vicario (o Pretorio). Edificato nel XII secolo sul luogo di un antico castello, e rifatto nel Quattrocento, è il monumento simbolo di Certaldo: presenta una facciata in mattoni rossi, ornata da due ordini di finestre ad arco ribassato e da stemmi gentilizi, che culmina in un merlato guelfo e che comprende una bella torre con orologio; all’interno sono la Camera delle Sentenze, la Sala delle Udienze e, al primo piano,la Sala Grande; attraversato un cortile interno, si giunge invece alle prigioni, suddivise tra quelle femminili e quelle destinate ai criminali, con tanto di sala delle torture,oggiperò inaccessibile a pubblico. Accanto al palazzo sono poi i resti della sconsacrata Chiesa di San Tommaso, con l’annesso chiostro e con gli splendidi affreschi di Benozzo Gozzoli. Significativa è pure la duecentesca Chiesa dei SS. Michele e Jacopo, a navata unica e con abside semicircolare, che custodisce un affresco di scuola senese, due tabernacoli robbiani e la Tomba di Boccaccio.

Passeggiando per le pittoresche strade di Certaldo, non potrà sfuggire l’eleganza di molti edifici, qualità che fa torretrapelare la ricchezza dell’economia della cittadina in epoca tardo medievale. Del resto, come afferma lo stesso Boccaccio nella novella “Fra’ Cipolla”: «Certaldo, come voi forseavete potuto udire, è un castel di Val d'Elsa posto nel nostro contado, il quale, quantunque picciol sia, già di nobil uomini e d'agiati fu abitato». Ed è proprio con la Casa del Boccaccio, che termina questa visita virtuale: situata lungo la via dedicata al poeta, e sede del Centro Nazionale di Studi sul Boccaccio, è oggi oggetto di nuovi scavi. Pare, del resto, che l’abitazione nasconda diversi spazi sotterranei e non pochi segreti: si dice che l’autore del Decamerone si interessasse alla magia nera ed alcuni hanno collegato tale oscura passione ai molti misteri che ancora offuscano la vicenda della sua morte, che, stando alla tradizione, avvenne per scabbia nel 1375. Il suo corpo esanime, infatti, scomparve pochi giorni dopo il trapasso, probabilmente a causa di una donna che costui aveva respinto in vita e che perciò si era voluta vendicare sul cadavere, in seguito ritrovato in pessime condizioni. Leggende popolari vogliono, invece, che egli avesse contratto un accordo con Satana, il quale avrebbe creato appositamente per il suo adepto un colle vicino Certaldo (tutt’oggi detto “Poggio del Boccaccio”), ove questi si potesse dedicare ai riti occulti. Un giorno, però, Boccaccio pretese dal suo “padrone” addirittura un ponte di cristallo per congiungere la propria casa all’altura, ma il Demonio, irritato dalla sua arroganza, dapprima finse di accogliere la richiesta e poi, la notte precedente alla presunta consegna del dono, strangolò il poeta. Perfide, voci, queste, che forse non rendono giustizia ad un genio della letteratura italiana, cantore dell’amore e della gaiezza della vita.

Molti eventi animano la vita di questa città ricca di storia e cultura, ma una menzione particolare va senz’altro a “Mercantia”, il più grande festival del teatro di strada in Italia. Si svolge alla fine di luglio e nell’occasione tutto il paese si anima dello spirito assieme goliardico e sognante del Medioevo boccaccesco: trampolieri, saltimbanchi, artigiani, attori, mercanti, acrobati, mangiafuoco e clown danno vita a numerosi ed insoliti spettacoli che si svolgono in contemporanea nei vari luoghi del centro storico; arte a non finire, quindi, ma anche banchetti e degustazioni con gli squisiti prodotti dell’enogastronomia locale. Per chi ama camminare o andare in bici o a cavallo, infine, ricordiamo il programma di “Dolce Campagna Antiche Mura” (0571656721), una serie di iniziative che permettono di scoprire i segreti dell’ambiente rurale e naturale di Certaldo e dei suoi dintorni.

borgo toscano

 

APPUNTI DI VIAGGIO

 

Municipio

Tel. 0571 6611

Fax 0571 661201

Pro Loco

Tel. 0571 652730

Fax 0571 652730

 

Informazioni Utili

 

Museo di Palazzo Pretorio: 0571/661219;
orario invernale: aperto da martedì a domenica dalle 10.30 alle 13.30;
orario estivo: aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.
Casa del Boccaccio: 0571/664208;
orario invernale: aperto da martedì a domenica dalle 10.30 alle 13.30;
orario estivo: aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.

Si può salire al paese con la funicolare da Piazza Boccaccio, nella parte bassa.

 

Come arrivare:

 

Da Bologna: Autostrada A1, uscita Firenze Signa, poi superstrada Pisa-Livorno, uscita Empoli ovest, e quindi statale 429 direzione Siena e indicazioni per Certaldo
Da Roma: Autostrada A1 e uscita Poggibonsi, poi SS 429 direzione Empoli quindi indicazioni per Certaldo. Via Cassia (SS 2) e a Siena prendere la SS 429 in direzione di Empoli

 

Nei dintorni:

 

Siamo nel cuore della Toscana e di uno dei paesaggi più affascinanti del mondo: una bellezza toccante, quella di queste campagne, punteggiate da borghi e casali dall’antico aspetto, e da sempre uguali a se stesse, che forse vale da sola il viaggio. Occorre ricordare, però, che a poca distanza si possono visitare alcune tra le città d’epoca comunale più belle e meglio conservate d’Italia, e che non hanno bisogno di presentazione, vale a dire San Gimignano, Siena e Volterra, oltre ovviamente alla magnifica Firenze.


 

 

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