Home

Inserisci il tuo agriturismo

Contatti

Credits

Webmaster

Realizzazione siti web

 

Borghi d'Italia e i loro agriturismi
 
Agriturismo Anagni
 
Agriturismo Alba
 
Agriturismo Anghiari
 
Agriturismo Arquà Petrarca
 
Agriturismo Asolo
 
Agriturismo Bevagna
 
Agriturismi Bolsena
 
Agriturismo Castell'Arquato
 
Agriturismi Calcata
 
Agriturismo Certaldo
 
Agriturismo Castellaro Lagusello
 
Agriturismo Glorenza
 
Agriturismo Lucoli
 
Agriturismo Lugnano in Teverina
 
Agriturismo Monteriggioni
 
Agriturismo Mombaldone
 
Agriturismo Oramala
 
Agriturismo Pienza
 
Agriturismo Todi
 
Agriturismo Trevi
 
Agriturismo Triora
 
Agriturismo Umbriatico
 

 

Agriturismi e borghi delle regioni italiane

Agriturismi Lazio

Agriturismi Toscana

Agriturismi Umbria

Agriturismi Piemonte

Agriturismi Emilia Romagna

Agriturismi Veneto

Agriturismi Lombardia

Agriturismi Liguria

Agriturismi Abruzzo

Agriturismi Trentino Alto Adige

 

Anghiari agriturismi

Inserisci il tuo agriturismo

anghiari

 

Anghiari si presenta agli occhi del visitatore come un fiero paesetto medievale, ed evoca l’immagine di un gagliardo soldato nell’intento di vigilare sull’ampiaValle Tiberina e sulla Val Sovara chesi apre dinnanzi a sé.Questocaratteristico borgo dalle antiche origini deve la sua fama alla nota battaglia qui combattutanel lontano 1440 tra Fiorentini (vincitori) e Milanesi: la Battaglia di Anghiari, appunto. Un evento sì importante, ma che sarebbe sicuramente caduto in dimenticanza se agriturismola Repubblica Fiorentina non avesse affidato a Leonardo da Vinci il compito di decorare un’aladel Salone del Cinquecento di Palazzo Vecchio, rappresentando tra le imprese più ardue della Repubblica proprio la Battaglia di Anghiari. L’opera, però, rimase misteriosamente incompiuta e, ormai danneggiata, venne sostituita con quella del Vasari: la testimonianza delle decorazioni di colui che fu definito dal Cellini la “scuola del mondo” è giunta a noi attraverso i dipinti del Rubens, oggi al Louvre di Parigi. Una vicenda tuttora poco chiara, quella del dipinto di Leonardo, tant’è che intorno all’opera sono sorte nel corso dei secoli numerose leggende e ipotesi sulla sorte. Sembra infatti che il dipinto sia nascosto dietro un’intercapedine vuota dietro al Salone del Cinquecento, o che addirittura nell’attuale affresco di Vasari vi siano dei messaggi nascosti, che costituirebbero una vera e propria mappa per ritrovare quello di Leonardo: sul dipinto del Vasari ci sarebbe un vero e proprio indizio “cerca trova”, inserito su di una bandiera al centro dell’affresco. Si pensa che l’intercapedine stessa sia stata costruita da Vasari per non sovrapporsi all’opera del “Maestro”; e forse qualche futura indagine ci svelerà quest’arcano. La battaglia di Anghiari fu inoltre ricordata ironicamente dal Machiavelli con questa frase: «Ed in tanta rotta e in ‘si lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite né d’altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò». Sicuramente il bilancio della battaglia risultòdi poco peso a differenza di quello politicona lui stesso commentato: «… la vittoria fu molto più utile per la Toscana che dannosa per il duca (di Milano), perché se i Fiorentini perdevano la giornata, la Toscana era sua; e perdendo quello, non perdé altro che le armi e i cavalli del suo esercito, i quali con non molti danari si possono ricuperare».

Nel XI secolo, Anghiari, essendo posizionata assieme ad altre cittadine in uno dei punti strategici tra la Valtiberina e quella del Sovara, subì il fenomeno dell’incastellamento. Domina Sansepolcro, cui è collegata cittatramite uno scenografico rettilineo, frutto dell’ingegneria trecentesca. I Camaldolesi, assai attivi nell’Aretino e nel Casentino, contribuirono allo sviluppo del paese nel XI secolo. Caratteristiche case di pietra, vicoli, scale e piazzette dall’aspetto puramentemedievale, si susseguono senza sosta, andando a formare un complesso abitativo compatto e ottimamente conservato, di notevole interesse paesistico e architettonico. Il borgo è costituito da un nucleo sorto e sviluppatosi entro le mura ed un altro longitudinalmente nel XV secolo. Della zona moderna si segnala la Galleria Magi (riproduzione delle gallerie ottocentesche) e, di fronte ad esso, la Piazza del Baldaccio, la quale collega l’Anghiari moderna a quella medievale. Da Porta Fiorentina si entra nel Castello, di cui la prima parte è chiamata proprio “Borghetto”, fruttodell’espansione trecentesca del bel paese. L’antica Piazza del Borghetto, in seguito chiamata Piazza Mameli, è uno dei punti più suggestivi di Anghiari, e qui i visitatori non possono non fermarsi ad apprezzare gli antichi particolari architettonici dei palazzi, tra cui i più importanti sono il Palazzo Marzocco e il Palazzo Taglieschi. Notevole è la Chiesa di Sant’Agostino, d’impianto duecentesco, che con il suo abside e il suo campanile cuspidato dona un tocco di unicità ad Anghiari, e rappresenta, con il Cassero (edificioricavato da un precedente monastero dedicato a san Bartolomeo), un po’ il simbolo della cittadina, spiccando nella sua veduta d’insieme.

Molto pittoresca è anche Piazza del Popolo, dove sorge il Palazzo del Popolo, ricco di stemmi sopraelevati e di stucchi. Un’altra peculiarità di Anghiari sono poi le alte mura, rimaste pressoché intatte dal XII-XIII secolo: in una piazzola al di sopra dei Bastione detto “del Vicario”, oltre a poter ammirare un vasto panorama sulla valle, si trova un curioso pozzetto, e se ci si sporge leggermente si può ben sentire il suono delle acque che scorrono alla sua base, come se ci fosse un vero e proprio torrente sotterraneo.

Un fatto davvero insolito ha visto recentemente (estate 2006) come protagonisti i cieli della bella cittadina: pare infatti che un Ufo li abbia sorvolati mentre faceva visita al nostro pianeta. Poche testimonianze sono state raccolte a proposito, le quali riportavano l’avvistamento di un grande oggetto che emanava una forte luce gialla, ma tra la popolazione ci sono state diverse reazioni: alcuni hanno appreso lanotizia con stupore ed interesse ed altri reagendo con commenti sarcastici. C’è da dire, tuttavia, che le dolci terre della Toscana non sono nuove a tali fenomeni.

A pocadistanza da Anghiari e dalla Pieve di Sovara, gioiello d’architettura alto-medievale, troviamo un ultimo luogo pregno di fascino: è il celebre Castello dei Sorci, raggiungibile attraverso un’allietante passeggiata lungo un sentiero natura. Risalente al XII secolo, ed immerso in una magnifico paesaggio agreste, il maniero fu ladimora di importanti famiglie dal Duecento al Seicento: dai Tarlati ai Baldaccio fino ai Pichi. Nel medioevo il suo aspetto era tutt’altro da quello attuale di elegantevicoli villa seicentesca immersa in un ameno paesaggio collinare, anzi era un fortilizio munito di un’inespugnabile cinta muraria ed un fossato con tanto di armigeri a sorvegliarlo. Fu spesso oggetto di contesa e perciò venne distrutto e ricostruito ripetutamente, vedendo anche le gesta di un Capitano di Ventura, come il Baldaccio d’Anghiari. Infine il castello vide la propria trasformazione in fattoria e da lì in uno dei ristoranti più particolari dell’intera Penisola, anche per via di un simpatico inquilino, il Fantasma del Baldaccio, che si dice ami riapparire ogni cinquant’anni il giorno della vigilia del suo trapasso: il 6 settembre 1441. Sembra che lo spirito del Baldaccioappaia col capo mozzato, che lui stesso porta sotto al braccio. Inoltre varie personeriportano che spesso si odono melodiedi zufoli e ocarine provenire dai campi intorno al castello.

Il fantasma si dice che si manifesti ancora più spesso nelle chiare e miti sere estive, quando si ode nell’aria uno strano sferragliare.Ricordato anche dal Machiavelli che lo definì un: « uomo di guerra eccellentissimo, perché in quelli tempi non era alcuno in Italia che di virtù di corpo e d’animo lo superasse; ed aveva intra le fanterie perché di quelle sempre era stato capo, tanta reputazione che ogni uomo estimava con quello in ogni impresa e a ogni sua volontà converrebbono», nel suo campo il Baldaccio, fu un condottiero capace e coraggioso; fin da giovane si diede anche a rapine e saccheggi e per questo fu catturato e condannato più volte, riuscendo però sempre a fuggire, scampando persino alla pena capitale. In seguito fu assoldato sia dai fiorentiniche dai loro avversari e non di meno dal Papa. S’invischiò con le sue stesse mani in una ragnatela che gli fu fatale: denunciò un uomo molto potente, accusandolo di aver abbandono un castello nel pieno di una battaglia e quest’ultimo si vendicò facendolo uccidere con l’inganno dopo averloconvocato a Palazzo Vecchio; di ciò resta la seguente testimonianza: «Fu assalito e ferito e gettato a terra dalle finestre nel cortile e subito così, quasi morto, gli feciono tagliare la testa a piè dell’uscio del capitano, su la piazza, e stettevi il corpo alquante hore...». Fu sepolto nel chiostro di Santo Spirito a Firenze, e il gesto del traditore fece suscitare lo sdegno di tutta la popolazione. E anche il Machiavelli riporta un documento sull’accaduto nelle sue Historie Fiorentine.

Il nome del castello è legato ad una curiosa tradizione, ben radicata ad Anghiari. Si narra che la nella Valle del Sovara si svolse una contesa tra l’attuale Castello “dei Sorci” e quello limitrofo “dei Gatti”; e avendo vinto i primi, da queste parti si usa ancora dire: «I Sorci qui hanno sconfitto i Gatti!». La celebrità del Castello dei Sorci ha colpito anche personaggi di spicco della società, e le sue stanze sono state d’ispirazione per la sceneggiatura del film di Roberto Benigni e Massimo Troisi, Non ci resta che piangere, che erano allora ospiti nella villa.

 

Come arrivare:

Sia da Nord che da Sud Anghiari è raggiungibile attraverso l’autostrada A1 uscita Arezzo, seguendo poi la SS 73 oppure la SP 43 Libbia.
In alternativa, provenendo da Perugia o Cesena, si può percorrere E 45, uscita Sansepolcro, ed infine indicazioni per Anghiari.

 

Informazioni utili:

Museo Statale di Palazzo Taglieschi: 0575788001
Museo della Battaglia di Anghiari: 0575787023 - fax: 0575787356;
e-mail: battaglia@anghiari.it
Castello di Sorci: 0575789066 - fax: 0575788022
Museo della Misericordia: tel: 0575787023

 

Nei dintorni:

Un itinerario molto gradevole da accostare alla visita di Anghiari è sicuramente quello nella Valsovara. Terra, questa, dalla vocazione agricola, che si presenta con dolci colline ove si susseguono, ville, pievi e manieri, intervallati da boschi e vasti coltivi. Tra i numerosi castelli, citiamo almeno quelli di Galbino, trasformato in residenza gentilizia e le cui origini risalgono al XI secolo, di Valialle, Casale, Upachi, Scoiano, Montauto e dei Sorci, quest’ultimo già ampiamente descritto. Tra le chiese, invece, ricordiamo la già citata Pieve di Sovara, ai piedi del colle di Anghiari e la romanica Chiesa di Santa Maria a Corsano.

 

 

 

 

Risorse per il turista

stambecco

Parchi nazionali, oasi e riserve naturali italiane

 
 

Sagre, fiere ed eventi gastronomici delle regioni italiane

Sagre in Lombardia

Sagre in Toscana

 
 
bolsena
 
 
 
calcata
 
 
 
lucoli
 
 
 
monteriggioni