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Con le sue austere e numerose torri, che svettano sull'abitato e lo caratterizzano sin da lontano, Alba appare al visitatore come un gioiello d'architettura incastonato nel verde delle Langhe, fra rigogliosi boschi e magnifici vigneti. Se il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco hanno conformato l'aspetto attuale di questa nobile ed aristocratica cittadina d'arte, tra le più suggestive del Piemonte, essa, tuttavia, nasconde una storia antichissima, risalente addirittura al Neolitico. Fu in quel tempo remoto che si insediò nella Valle del Tanaro una popolazione in precedenza nomade, forse di provenienza celtica, la quale nei secoli successivi finì col diversificarsi in varie etnie. Iniziò a delinearsi dunque il popolo degli Albesi, cui in seguito, nel V sec. a. C., si unì un gruppo di Galli invasori. Nel II sec. a. C. venne poi la dominazione romana, che lasciò comunque al municipium una certa indipendenza amministrativa: il villaggio prese allora il nome di Alba Pompeia, si ingrandì, fu munito di possenti mura poligonali e conobbe un notevole sviluppo economico e commerciale. Con la caduta dell'Impero Romano, Alba fu soggetta alle dure invasioni barbariche di Visigoti, Burgundi, Franchi e Longobardi, mentre, a cavallo del V sec. d. C., la città subiva un sostanziale rinnovamento, con la distruzione dei templi pagani e l'edificazione delle prime chiese cristiane. La rinascita e la costituzione del libero comune arrivarono solo nel X sec., allorquando Alba riprese a svilupparsi e ad espandersi, e più tardi fu fedele all'imperatore Federico Barbarossa, il quale l'avrebbe ripagata con ingenti benefici: in questo periodo fu quindi un ulteriore rinnovamento generale del tessuto urbano, che si arricchì di edifici sia civili che sacri. La successiva storia di Alba, per tutto il basso Medioevo e sino agli albori dell'Età Moderna, fu segnata da molte disgrazie, fra guerre continue (divenne possedimento dei Savoia), terremoti e pestilenze, sino ad arrivare all'epoca della Campagna in Italia di Napoleone Bonaparte, che qui, il 28 aprile 1796, fece sventolare il primo tricolore italiano, composto dai colori rosso, blu e arancio, oggi adottati dal gonfalone della Regione Piemonte. Ma si trattò di una mera illusione, poiché la dominazione francese, lungi dal portare libertà, significò una fase di vessazioni economiche per gli Albesi, cui dobbiamo aggiungere il danneggiamento di monumenti e il furto di opere d'arte. In tempi più recenti, nel corso della Seconda Guerra Mondiale Alba fu al centro delle operazioni belliche nonché di una strenua resistenza partigiana.
Come dicevamo all'inizio, a leggerla dai suoi monumenti la lunga storia di Alba si riflette soprattutto nell’arte medioevale, rinascimentale e barocca: ai secoli XIV e XV risalgono le torri che tuttora dominano la cittadina e che in passato dovettero essere assai più numerose (la tradizione vuole che ve ne fossero 100!). Oggi se ne sono conservate venti, per lo più abbassate e adattate alle abitazioni: fra tutte, le tre più integre ed interessanti sono visibili da Piazza Duomo: Torre Sineo, Torre Paruzza e Torre Astesiano. Per il resto il centro storico, che colpisce per eleganza e compostezza e per gli immancabili mattoncini rossi, è un armonico e raffinato mosaico di palazzetti cinque-sei-settecenteschi e serba molte e pregevoli chiese, fra cui innanzitutto la splendida e suggestiva Cattedrale di San Lorenzo: costruita probabilmente sui resti di un tempio romano, la chiesa vide due rimaneggiamenti architettonici essenziali, l'uno romanico e l'altro nel 1486, anche se nel Seicento, dopo una rovinosa scossa tellurica, essa subì una generale ristrutturazione; una curiosità è il campanile duecentesco, che ha inglobato interamente il campanile preesistente; bellissimo il coro ligneo cinquecentesco. Altro monumento degno di nota è la Chiesa di San Domenico, eretta dai domenicani nel XIII sec. e rimaneggiata fra Seicento e Settecento; durante l'invasione francese, i napoleonidi, come da loro empia consuetudine, la utilizzarono come stalla per cavalli e la chiesa fu riaperta al culto soltanto nel 1827. L'edificio conserva comunque il severo abito gotico originario, con un portale che presenta una profonda strombatura di colonnine in arenaria, mentre nella lunetta è un dipinto che ritrae la Madonna con il Bambino tra San Domenico e Santa Caterina da Siena. Davvero notevoli poi l'abside semi-decagonale e, all'interno, i capitelli dei pilastri, diversi fra loro per forma e dimensione. Non ultima, merita una menzione speciale la Chiesa di San Giuseppe, situata nel borgo di San Lorenzo: innalzato nel Seicento e completato nel secolo successivo, si tratta di un edificio piuttosto semplice e massiccio ma con una graziosa facciata barocca. Caratterizzata dalle numerose cappelle e da un prezioso coro in noce del XII secolo, la Chiesa di San Giuseppe è importante soprattutto perché custodisce le tracce dell'antico passato di Alba: al di sotto della chiesa attuale, infatti, si può compiere un percorso archeologico che si inoltra nei resti di strutture romane. Tra gli altri edifici sacri, ricordiamo infine l'Ex Convento della Maddalena, con un grande porticato interno, il Tempio di San Paolo e la Chiesa di San Giovanni. Passando invece ai monumenti civili, vanno citati almeno il Teatro Sociale, il pittoresco Palazzo Comunale, il Palazzo Vescovile, il Palazzo dei Conti di Serralunga, il palazzo gentilizio detto Casa Porro e l’austera e più antica Casa Marro. Alba offre infine la visita del Museo civico archeologico e di scienze naturali "Federico Eusebio", suddiviso in due sezioni, l’una archeologica l’altra naturalistica, impostate sulla documentazione e sullo studio del territorio di Alba e dintorni, con particolare attenzione all’era preistorica. Il museo è sito in Via Vittorio Emanuele, che è il corso storico principale di Alba, sul quale si aprono le caratteristiche botteghe con i prodotti tipici, in primis vino, cioccolata e tartufo.
Museo civico archeologico e di scienze naturali "Federico Eusebio": orario di visita - da martedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00 sabato, domenica e festivi: dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00. Per maggiori informazioni contattare il numero di telefono 0173/292473 o inviare un e-mail a infomuseo@comune.alba.cn.it
Del resto, in conclusione occorre rammentare che Alba è cittadina pregna d’arte e storia e allo stesso tempo epicentro di una pregiatissima produzione agricola. Dal punto di vista eno-gastronomico, accanto ai celebri vini, spicca una grande specialità locale, vale a dire il tartufo bianco, alla quale è dedicata una lunga fiera, che ha il suo cuore nella sfilata dei carri allegorici: in questo speciale periodo si svolgono anche il Palio degli Asini e la Giostra delle Cento Torri.
Come tutti gli intenditori sanno bene, il Barolo, il Barbaresco e il Roero sono i gioielli della produzione vitivinicola locale, che d’altro canto ha disegnato nel tempo un paesaggio agrario tra i più splendidi del Nord Italia. E poi - come già ricordato - il tartufo bianco, ma anche la cioccolata, il formaggio, il miele e le nocciole. L’enogastronomia può insomma fungere da vera e propria guida alla scoperta di questo pregevole territorio, magari sostando nelle numerose enoteche ed aziende agricole disponibili per visite e degustazioni. Per chi invece è interessato all’aspetto più strettamente storico, artistico ed ambientale, le Larghe non deluderanno certo, con il loro “paesaggio medievale” fatto di borghi, casali, ville, torri e castelli, collegati spesso da sentieri escursionistici a piedi, a cavallo e in bicicletta. Tra queste amene colline si possono inoltre visitare i luoghi dove vissero ed operarono - ispirati dalla bellezza dei luoghi - illustri scrittori quali Beppe Fenoglio e Cesare Pavese. Tra i numerosissimi centri circostanti, vale la pena di raggiungere almeno Fossano, dominata da un poderoso castello, il capoluogo di provincia Cuneo, ricco di raffinati monumenti e la non lontana Asti, cuore delle Langhe.
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