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Mombaldone

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Situato nella magnifica Langa Astigiana, Mombaldone sorge come una specie di “isola” in una zona solitaria e fortemente segnata dalla presenza dei calanchi della Valle del Bormida, che, fra orridi e strapiombi, formano un paesaggio dagli scorci mozzafiato. Il nome del paese deriva dal latino Mons Baldus, ciò che attesta l’antica frequentazione dei Romani, ai quali, probabilmente, si deve il primo insediamento, sorto nei pressi della Via Aemilia Scauri: questa costituiva un tratto della più famosa Via Julia Augusta, che da Sabazia (Savona) conduceva alla Padania. Attualmente l’abitato, lambito dal torrente Ovrano, si suddivide in un borgo ottocentesco e di un borgo medievale, ancora cinto delle mura originarie e sviluppatosi sull’originario nucleo romano. Nel medioevo la vita scorreva tranquilla a Mombaldone, e più che di guerre e di assedi, le cronache raccontano di personaggi misteriosi e terribili, come le “masche”. Con questo termine, infatti, in queste terre si identificano le streghe, le quali – pare – compiessero sortilegi d’ogni sorta ai danni dei locali. O più realisticamente, si trattava di donne del posto assai capaci nel combinare le proprietà delle erbe e dei frutti della natura, la cui abilità veniva scambiata – a causa della diffusa ignoranza – per qualcosa di demoniaco.

Ad ogni modo, l’ombra delle masche avvolge ancora oggi questo piccolissimo e sperduto centro castellano, dall’atmosfera fiabesca e un po’ sorniona. Privo di monumenti eclatanti, il borgo medievale si mostra però assai ben conservato e si caratterizza per la bella pietra arenaria e per il semplice impianto urbanistico a schema lineare, basato su un’unica strada maestra lastricata, cui si accede per una porta ad arco acuto e sulla quale si affacciano rustici edifici medievali ma anche piacevoli palazzetti cinque-seicenteschi. Da essa dipartono numerosi vicoli ed antri talvolta strettissimi, in comunicazione – si dice – con oscuri e sconosciuti passaggi segreti. Uno di questi corridoi, risalente al Trecento, scende sino al fiume, passando per la Portiola e per il Palazzo della Fortezza, e permetteva di accedere velocemente, in caso di necessità di fuga improvvisa, agli abbeveratoi e quindi ai cavalli. La Fortezza è oggi sede di un famoso ristorante dal nome molto suggestivo, gestito proprio dai discendenti dei marchesi Del Carretto, i quali tennero il Feudo di Mombaldone fin dal Duecento. Tornati sulla via principale e giunti in Piazza Umberto I, cuore del borgo, si possono visitare il settecentesco Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano, oggi adibito a sala-eventi, la coeva Chiesa di San Nicola, ad opera dello Zucchi: all'interno si ammira un gigantesco organo tardo-ottocentesco realizzato dai torinesi Fratelli Collino. Oltrepassata la piazza, si inizia a salire verso la parte alta e più romantica di Mombaldone, ove il confine tra abitato e campagna si fa ormai labile. Si giunge così alle rovine del Castello: eretto tra il XIII ed il XIV sec., esso fu parzialmente demolito nel 1637; vi si eleva una malmessa torre quadrata, le cui pietre furono addirittura prelevate per completare la sottostante ferrovia.
Non si può concludere senza citare la cucina locale, legata ai genuini prodotti di questo angolo dell’Astigiano, come ad esempio funghi, tartufi, nocciole, erbe aromatiche e, soprattutto, i pregiati vini DOC locali (Barbera del Monferrato, Barbera d’Asti, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto e Moscato), che pongono l’intero comprensorio delle Langhe nell’aristocrazia della viticoltura italiana e ne fanno una meta enogastronomia di richiamo internazionale. L’area di Mombaldone è invece particolarmente nota per la produzione di ottimi formaggi a denominazione d’origine (quali la Robiola di Roccaverano - dal nome dell’omonimo paese vicino -, un formaggio fresco, e il Brus, dal gusto molto piccante), e non è raro incontrare, addirittura per le vie del paese, greggi di pecore o capre.

Ricordiamo, infine, che nel borgo vengono organizzate alcune interessanti manifestazioni, che possono essere un’occasione speciale per visitarlo. Innanzitutto Mombaldone Medievale (ultimo fine-settimana di Agosto), una rievocazione storica con figuranti in costume e rappresentazioni di episodi di vita del tempo, resa molto particolare perché collegata alle leggende delle “masche”; in secondo luogo, l’antica Fiera del Montone Grasso (2 ottobre), in cui viene offerto uno spaccato della vita contadina del passato, fra greggi e pastori, fino alla premiazione dei capi migliori; simpatica anche la Sagra delle Frittelle (ultima domenica di Maggio), dedicata a questa specialità locale, con gustosi assaggi per i visitatori.



APPUNTI DI VIAGGIO




Municipio
Tel. 0144 950680
Fax 0144 950693
E-mail mombaldone@libero.it

Link
www.comune.mombaldone.at.it
www.piemondo.it

 

 

 

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