Home

Inserisci il tuo agriturismo

Contatti

Credits

Webmaster

Realizzazione siti web

 

Borghi d'Italia e i loro agriturismi
 
Agriturismo Anagni
 
Agriturismo Alba
 
Agriturismo Anghiari
 
Agriturismo Arquà Petrarca
 
Agriturismo Asolo
 
Agriturismo Bevagna
 
Agriturismi Bolsena
 
Agriturismo Castell'Arquato
 
Agriturismi Calcata
 
Agriturismo Certaldo
 
Agriturismo Castellaro Lagusello
 
Agriturismo Glorenza
 
Agriturismo Lucoli
 
Agriturismo Lugnano in Teverina
 
Agriturismo Monteriggioni
 
Agriturismo Mombaldone
 
Agriturismo Oramala
 
Agriturismo Pienza
 
Agriturismo Todi
 
Agriturismo Trevi
 
Agriturismo Triora
 
Agriturismo Umbriatico
 

 

Agriturismi e borghi delle regioni italiane

Agriturismi Lazio

Agriturismi Toscana

Agriturismi Umbria

Agriturismi Piemonte

Agriturismi Emilia Romagna

Agriturismi Veneto

Agriturismi Lombardia

Agriturismi Liguria

Agriturismi Abruzzo

Agriturismi Trentino Alto Adige

 

Oramala agriturismi

Inserisci il tuo agriturismo

oramala


Lombardia - Provincia di Pavia - Comune di Val di Nizza



Prossimamente... Dove Alloggiare - Dove Mangiare - Dove Acquistare - Informazioni Utili



Antico baluardo di un’epoca oscura e battagliera, il Castello di Oramala si erge su un colle con il suo profilo arcigno, a dominio della verdissima Val di Stàffora, nelle lande sperdute e selvagge dell’Oltrepò Pavese. Sito forse di origine celtica (come testimonierebbe il toponimo «aura-mol», «collina d’oro») e probabilmente destinato al culto di Marte, questo piccolo borgo arroccato nel X secolo divenne feudo dei Malaspina, potente marchesato del Medioevo lombardo. Nel 1167 vi soggiornò l’Imperatore Federico Barbarossa, incalzato dalla Lega Lombarda. Verso la fine del secolo, in contrasto con l’austerità culturale del tempo, i Malaspina crearono una corte sfarzosa e dedita alle arti, in cui erano apprezzate la poesia e la musica. Vennero così ad Oramala famosi trovatori provenzali, cantori dell’Amor cortese, fra i quali il mistico Giraldo di Borneilh ed il passionale Rambaldo di Vaqueiras, ma anche l’Aimerico ed Alberto di Sisteron, diffondendo, in un ambiente fino ad allora rozzo e violento, provato da guerre continue, il costume cavalleresco e con esso i valori della bellezza e della gentilezza. Immaginate quindi i saloni del Castello di Oramala risuonanti di versi e musiche leggiadre, fra poeti e giullari, dame e cavalieri, come nelle fiabe più belle che ci venivano raccontate da fanciulli. Lo stesso Alberto Malaspina, signore del posto, fu egregio rimatore, e in seguito il nobile casato, così sensibile all’arte, meritò l’elogio da parte del sommo Dante (che la tradizione vuole in visita ad Oramala).

Tale epopea “arcadica”, potremmo dire straordinariamente “pre-rinascimentale”, terminò tuttavia nel 1474, allorquando Oramala, dovendo resistere all’attacco delle prime armi da sparo, fu dotata di nuove fortificazioni capaci di resistere all’artiglieria (nonché di ospitarla a loro volta), con mura dello spessore di 2,4 metri e di forma semicircolare.

Nel Settecento, esauritasi la sua funzione militare, questo fortilizio così scomodamente fuori mano fu abbandonato a se stesso, rimanendo anche vittima, man mano, di svariati crolli. Tale declino ha cessato di essere solo recentemente, grazie all’impegno dei nuovi colti proprietari, i fratelli Panigazzi, i quali stanno riportando il maniero al suo antico splendore. Una vera chicca è la saracinesca a maglia che consente l’ingresso all’edificio, azionata ancora tramite un ingranaggio medievale, restaurato e di nuovo funzionante. Il Castello è così tornato visitabile, e permette un’emozionante salita alla torre, da cui lo sguardo spazia su di un’incantevole “paesaggio medievale” fatto di campi coltivati, boschi, borghi e castelli arroccati, come la vicina e altrettanto suggestiva Varzi. E giù dalla rocca si snodano i vicoli dell’antico, minuscolo borgo di Oramala, situato nel territorio comunale di Val di Nizza e circondato da una natura ancora incontaminata. Del vecchio castello medievale, dapprima austera costruzione fatta di trabocchetti e sale per la tortura, e poi eccezionale cenacolo di poesia (oggi rievocato da una manifestazione nel mese di agosto), non rimane quasi nulla, solo qualche detto protrattosi nel tempo o qualche fosca leggenda, che vuole le campagne del paese infestate da spettri o, peggio, da crudeli feudatari alto-medievali, che terrorizzavano la valle sottoponendo i poveri contadini alle più dure delle servitù. In questo paesaggio da romanzo epico, si parla anche di castelli o intere città, di remota origine - celtica, romana o addirittura saracena - scomparse nel nulla, ma talvolta riemergenti dalla valle nelle nebbiose mattine invernali… a voi provare a scorgerne lo sfuggente profilo…




APPUNTI DI VIAGGIO



Municipio
Tel. 0383 578018
Fax 0383 578232
E-mail info@comune.valdinizza.pv.it



Informazioni utili


Associazione culturale "Varzi Viva" per informazioni sulle visite al castello potete rivolgervi al numero di tel. 0383/545061
Castello di Oramala: le visite al Castello si possono effettuare su prenotazione, telefonando ai seguenti numeri di telefono: 0383/541577 - 78207 - 42276 - 368212 oppure al numero di cell. 328/2966645 - (dott. Luigi e Sergio Panigazzi).





Come arrivare:

Da Milano o da Genova: A7, uscita casello di Casei Gerola; da Torino: A24, uscita casello di Voghera; da Piacenza: A24, uscita casello di Casteggio. Poi prendere la SS 461 del Passo Penice in direzione di Varzi. Infine indicazioni per Val di Nizza ed Oramala.


Nei dintorni:

La Valle Stàffora, dicevamo, si presenta come un grande affresco medievale. La natura lussureggiante, sempre magnifica al mutar delle stagioni, l’aria fresca e pura, il silenzio rendono magica l’atmosfera di un viaggio o di un soggiorno ad Oramala. Trekking, equitazione, mountain bike sono alcune delle attività da praticare, senza dimenticare i sapori dell’enogastronomia locale, fatta di cose semplici, robuste e genuine. Fra gli altri centri della zona sono meritevoli di un cenno la medievale Varzi, con la romanica Chiesa dei Cappuccini e la pittoresca frazione di Pietragavina, l’Abbazia di Sant’Alberto di Butrio (XI-XII sec.), ricca di pregevoli affreschi del XV secolo, il Castello “Dal Verme” di Zavattarelo, Rocca Susella con la Pieve di San Zaccaria (sec. XII) e la bella Bobbio, nota per lo spettacolare "Ponte Gobbo", antico viadotto romano ad arcate, e ricca di altri importanti monumenti.

 

 

 

 

 

Risorse per il turista

stambecco

Parchi nazionali, oasi e riserve naturali italiane

 
 

Sagre, fiere ed eventi gastronomici delle regioni italiane

Sagre in Lombardia

Sagre in Toscana

 
 
bolsena
 
 
 
calcata
 
 
 
lucoli
 
 
 
monteriggioni