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Castell’Arquato
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Percorsa dalla medievale Via Francigena, ricca di castelli, abbazie e magnifici scenari naturali ed agresti, la Val d’Arda forma uno dei comprensori più interessanti dell’Emilia-Romagna. Fra i tanti gioielli di questa terra incantata, si distingue senza dubbio Castell’Arquato, piccolo centro d’arte che, con le sue spettacolari e solenni fortificazioni, dona subito al viaggiatore l’immagine di un Medioevo fiero ed arcigno. Situato pressappoco a metà strada fra Parma e Piacenza, il borgo si erge arroccato sopra un colle a dominio della valle, in una località frequentata sin dal Neolitico. I resti della vicina Veleja hanno fatto pensare che l’abitato medievale fosse erede di un’antica città romana, ma le prime fonti ufficiali risalgono al termine del periodo longobardo, ossia al VIII secolo, allorquando si riferisce dell’esistenza di un Castro Arquato, toponimo, questo, modificatosi nei documenti successivi prima in Castel Quadrato e infine nell’attuale Castell’Arquato. Una leggenda, tuttavia, insiste nel conferire natali “romani” al paese, che sarebbe stato fondato da un certo Caio Torquato con il nome di Castra Torquata, e del resto molti studiosi credono che non sia così peregrina l’ipotesti che qui già esistesse un castrum, data la posizione strategica del sito. Nell’Alto Medioevo, poi, Castell’Arquato subì ogni sorta di disgrazie, dalle pestilenze alle carestie, dalle invasioni barbariche ai terremoti. Nel 1256, il villaggio, divenuto libero comune e già dotato di fortificazioni, resistette all’armata del ghibellino Pallavicino, mentre nel 1316 fu la volta del furibondo assedio di Galeazzo Visconti, contro il quale invece Castell’Arquato dovette arrendersi. Ebbe allora inizio la dominazione viscontea, che avrebbe munito il borgo di una poderosa rocca e che sarebbe durata sino 1450, anno in cui – parallelamente alle vicende milanesi - sarebbero subentrati gli Sforza. In seguito, dai primi del Settecento ad oggi, sotto il Ducato di Parma e Piacenza ed infine nello Stato italiano, le vicende di Castell’Arquato ebbero toni più tranquilli, fatta eccezione per la dolorosa parentesi dell’invasione napoleonica, cui gli Arquatesi seppero però rispondere con grande fermezza ricacciando gli usurpatori.
Oggi la visita a questo castello di collina equivale ad un’esperienza indimenticabile. Già forse appagato dagli splendidi paesaggi ammirati durante il viaggio, il turista che giunge a Castell’Arquato rimane colpito dall’estrema integrità del tessuto urbano, su cui spiccano, come già accennato le poderose fortificazioni trecentesche culminanti nella suggestiva Rocca Viscontea (sede del Museo della vita medievale), uno dei capolavori dell’architettura militare del Medioevo italiano, cinto da un fossato difensivo e guarnito di robuste torri merlate, dalle quali si eleva il maestoso dongione, che offre uno straordinario panorama. La struttura si affaccia in parte su quello che è il vero cuore del borgo, vale a dire la monumentale Piazza, che si apre nella parte alta del paese e cui si affacciano il Palazzo del Podestà (con la pittoresca Loggetta dei Notari e graziosa scalinata esterna) e soprattutto la stupenda Collegiata, che, con le sue quattro austere absidi, completa la superba scenografia: la chiesa, con bella facciata in arenaria, presenta sul fianco sinistro l’elegante Portico del Paradiso, realizzato nel XIV secolo e considerato una delle espressioni più interessanti del romanico in Emilia. Il resto della cittadina, che ospita interi quartieri medievali assai ben conservati, offre altri spunti di grande interesse, a partire dal cinquecentesco, incompiuto Torrione Farnese, che la tradizione vuole accesso a passaggi segreti che condurrebbero al duecentesco Palazzo del Duca, ennesima sorpresa nel ricco campionario dell’architettura di Castell’Arquato. Nel cinquecentesco Ospedale di Santo Spirito si trova invece il noto Museo Geologico, che custodisce uno straordinario scheletro di cetaceo, rinvenuto nel 1936 a Monte Falcone, a testimonianza dell’antichissima presenza del mare. Appena al di fuori del paese, infine, vale la pena raggiungere la frazione di Vigolo Marchese con la Chiesa e il Battistero di San Giovanni, pregevole complesso romanico del XI secolo, immerso in una campagna quieta e silenziosa.
Per concludere un’occhiata agli eventi, che in un contesto “medievale” come quello di Castell’Arquato, non potevano che essere rievocativi dell’affascinante mondo dell’Età di Mezzo. Da qualche tempo, infatti, ha raggiunto una notevole fama la manifestazione settembrina Rivivi il Medioevo, organizzata dal Gruppo Storico e dalla Scuola d'Armi di Castell'Arquato, che ha la propria unicità nel riproporre combattimenti dal vivo in costume aperti a tutti: si tratta del Torneo Medievale di Combattimento, che richiama appassionati da tutta Europa, i quali si cimentano in sfide in armi (naturalmente innocue…) le cui regole sono rigorosamente riprese dal Medioevo. A ciò si aggiungono banchetti, spettacoli e ricostruzioni di accampamenti e di macchine da guerra d’epoca: un’occasione davvero eccezionale per visitare Castell’Arquato!
APPUNTI DI VIAGGIO
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Ufficio Informazioni Turistiche
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e-mail: info@castellarquato.net
Come arrivare:
Autostrada A1, uscita Fiorenzuola, poi proseguire per Fiorenzuola d’Arda ed infine svoltare lungo la SP di Bardi in direzione Castell’Arquato.
Nei dintorni:
Oltre alle tracce della Via Francigena (oggi in parte ricalcata da una lunga ippovia), nei dintorni di Castell’Arquato si possono ammirare veri tesori artistici ed architettonici, sempre immersi in un paesaggio incantevole, che dona grande tranquillità. Accanto alla già citata frazione di Vigolo Marchese, anch’essa caratterizzata da suggestive fortificazioni, vale la pensa raggiungere almeno lo splendido borgo castellano di Vigoleno, l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba e le rovine dell’antica città romana di Veleia. Per chi ama il mistero è d’obbligo invece una visita alla non lontana Fortezza di Bardi, famosa per le presunte apparizioni spettrali.
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